Recensione concerto Teatro Grande di Brescia

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Il contrabbasso. Virtuoso e cantabile sfida viola e violini tra le mani di Siragusa

■ Entusiasmante concerto dell’Ensem- ble del Teatro Grande, ieri mattina nel Sa- lone delle Scenografie, dedicato al con- trabbasso, protagonista e virtuoso nel tardo ’700 e ’800 grazie a due grandi con- trabbassisti-compositori italiani: Dome- nico Dragonetti e Giovanni Bottesini. En- trambi i musicisti, di età diverse e diffe- renti scuole, anche di pensiero, diventa- rono vere star soprattutto all’estero, tan- to che Dragonetti (prediletto anche da Beethoven) morì a Londra, ricchissimo, nel 1846. Bottesini, cremasco, ebbe tutt’altra sorte: l’amore per l’avventura e la carriera lo portarono in Sudamerica, Stati Uniti, Russia, e ad esibirsi anche co- me direttore d’orchestra. Verdi gli affidò la «prima» dell’Aida al Cairo e ne caldeg- giò l’incarico quale direttore del Conser- vatorio di Parma, città dove morì, tutt’al- tro che ricco, nel 1889.

Bottesini rinnovò, dopo Dragonetti, la tecnica del contrabbasso a quattro cor- de, ne impose l’uso dell’arco «alla france- se» e fu autore di numerosi brani di cui è protagonista l’ingombrante strumento, che però, quando è suonato a regola d’ar- te, può trasformarsi e somigliare, per emissioni, a un violino, a una viola, a un violoncello. Come ieri, nelle mani di un giovane bravissimo, Francesco Siragu- sa, vincitore dei più importanti concorsi e Primo Contrabbasso solista dell’Orche- stra e della Filarmonica della Scala. Tecnica eccezionale e fine musicalità, Si- ragusa ha iniziato il concerto con un Bot- tesini dei più difficili: la «Fantasia sulla Lucia di Lammermoor» di Donizetti. Vir- tuoso con una cantabilità straordinaria, magici flautati, talora quasi sfidandosi col violoncello, Siragusa ha conquistato il pubblico. Seguiva la geniale «Sonata a quattro» n.5 di Rossini in cui il contrab- basso sostituisce la viola: gli strumenti sono scoperti, trattati come voci, immer- se in un concertato di bravura.

Da ultimo l’Ensemble (Laura Marzadori e Daniele Richiedei violini, Luca Ranieri viola, Sandro Laffranchini violoncello, Francesco Siragusa contrabbasso) ha of- ferto un’eccellente ed emozionante ese- cuzione del Quartetto d’archi e contrab- basso op.1 di Bottesini: i primi due tem- pi sono serrati d’impronta mendelssoh- niana ma originale (come i Quartetti del suo contemporaneo Antonio Bazzini, grande violinista bresciano con il quale Bottesini suonò spesso). Meno riusciti gli ultimi due, forse per troppa ricchezza di idee e marcato operismo.

Source il giornale di Brescia · Date Jun 5, 2014